giovedì 25 maggio 2017

La Fraternità San Pio X ha facoltà di procedere alle Ordinazioni sacerdotali senza il permesso del Vescovo diocesano

Riprendiamo da  Rorate Coeli la notizia di un ulteriore passo in avanti verso la regolarizzazione canonica della FSSPX. La si ricava dal video di un'intervista al vescovo Bernard Fellay, Superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Il nuovo corso è iniziato con la concessione da parte del Papa delle stesse prerogative e poteri degli altri sacerdoti per l'assoluzione durante l’anno giubilare, successivamente confermata [qui], mentre recentemente è intervenuto anche il riconoscimento della validità dei matrimoni [qui - qui] celebrati dai sacerdoti della Fraternità. Ora Papa Francesco ha conferito i tre vescovi della Fraternità San Pio X (FSSPX) il diritto di ordinare sacerdoti senza il permesso dell'Ordinario del luogo. 
Nell’intervista (dal  minuto 15.25) mons. Fellay afferma:
“L’anno scorso, ho ricevuto una lettera da Roma, che mi diceva che potevamo ordinare liberamente i nostri sacerdoti senza il permesso del vescovo diocesano locale. Dunque posso ordinare liberamente; il che significa che dalla Chiesa l’ordinazione è riconosciuta non solo valida ma in regola… Così questo è un passo avanti nel riconoscimento che noi siamo, lasciatemelo dire, ‘cattolici normali’”.
Non mancano all'interno della FSSPX perplessità e una certa resistenza, testimoniate da vicende recenti. Tutto ciò, in fondo è fisiologico e rispecchia la confusione che incontriamo ogni giorno. Ma il processo è ormai avanzato e speriamo che possa arrivare in porto per la salus animarum di molti e per la maggior gloria di Dio.

ASCENSIONE


Viri Galilaéi, quid admirámini aspiciéntes in coelum?
allelúia:
quemádmodum vidístis eum ascendéntem in coelum, ita véniet,
allelúia, allelúia

Salì al Cielo, ove siede alla destra del Padre
Gesù risorto si mostrò più volte e “con molte prove” (At 1,3) ai suoi. Anche San Paolo fa un elenco delle apparizioni post-pasquali del risorto. Quaranta giorni dopo quella straordinaria domenica, riuniti i discepoli su un’altura ad est di Gerusalemme, verso Betania (Lc 24,50), il Figlio di Dio si staccò da terra e “fu assunto in cielo” (At 1,2 e anche in Mc 16,19). Era il 25 di lyar, corrispondente ad un giovedì di maggio. Il vangelo di San Luca (Lc 24,51) usa verbi passivi: “fu portato verso il cielo”; “fu elevato in alto” e “una nube lo sottrasse al loro sguardo”. 

Manchester e la risposta vuota dell'Occidente adulto

Benedetta Frigerio, su La Bussola quotidiana.


Un’immagine stilizzata delle orecchie nere di un coniglio su sfondo rosa, quelle portate dalla cantante Ariana come noto simbolo di Play Boy, è la sola risposta vacua che sanno dare al nichilismo islamico i guru della cultura dell’Occidente apostata delle proprie radici. Hanno colpito i giovani “laddove sono liberi e felici”, scriveva ieri Roberto Saviano a poche ore dall’attentato a Manchester, avvenuto durante il concerto della nota cantante americana. Sì perché è diventato questo l’orizzonte di felicità a cui per primi si sono ridotti gli adulti che non sanno quale alternativa proporre ai giovani immersi in una società affetta da un'altra forma di nichilismo. Quello "gaio", come lo definì Del Noce per svelare la disperazione (mancanza di senso adeguato per vivere) nascosta sotto il benessere borghese sazio di se stesso.

mercoledì 24 maggio 2017

Lunedì 29 maggio. Santa Messa Tradizionale a Correggio

Il Gruppo stabile "Beato Rolando Rivi", per la promozione della Santa Messa in forma straordinaria nel Vicariato di Correggio (Diocesi di Reggio Emilia), e la Venerabile Arciconfraternita del SS.mo Sacramento di Correggio organizzano, per il prossimo LUNEDI' 29 MAGGIO alle ore 19, una santa Messa in latino cantata nell'occasione della festa del Beato Rolando Rivi, seminarista e martire. Alle ore 18.30, la preghiera del S.Rosario.

La Messa, celebrata dal reverendo don Carlo Castellini, vicario foraneo, si svolgerà nell'Oratorio arciconfraternale della "Mater Amabilis", con ingresso dal cortile di Palazzo Bellelli, Corso Mazzini, n.44 - Correggio.

Un cordiale saluto in Gesù e Maria
https://m.facebook.com/gruppostabilerolandorivi
http://summorumpontificumcorreggio.blogspot.it/

#Manchester, ennesimo attentato islamista. Non ci stiamo alla sottomissione che si va già delineando!

Saremo chiamati razzisti, fascisti, islamofobi se diciamo che la situazione è ormai intollerabile. Ma va aumentando la consapevolezza di qual è il problema anche se c'è ancora chi fa fatica ad ammetterlo. L'Islam non è una religione di pace ma di guerra, sottomissione e morte. Il Dio dell'islam non è il nostro Dio del Nuovo Testamento che prescrive e ha portato l'amore e non prescrive l'odio [qui - qui]. Non significa essere islamofobi ragionare con realismo e avere a cuore la libertà dell'Occidente e i valori autentici della nostra civiltà che tuttavia sono da riscoprire perché non sono quelli illuministi. Peccato che i radical-chic, che si riempiono la bocca di accoglienza senza regole e limiti e di un'integrazione impossibile, non sappiano nulla di storia né di religione né di socio-antropologia ma inneggino alla diversità, al multiculturalismo, alla costruzione di ponti, all'abolizione delle frontiere, che non sono altro che le diverse facce della dissoluzione provocata dalla perdita di identità e di autentici valori condivisi.
Alcune rapide considerazioni:

In Polonia la Chiesa prende precauzioni per l'epatite. Poche adesioni alla richiesta del vescovo di accettare la comunione sulla mano.

Ci scrive un sacerdote polacco, nostro lettore da tempo. Gli siamo molto grati per questa notizia che ci conforta, perché rivela un 'sentire' ecclesiale di grande rispetto e consapevolezza per il Signore Eucaristico a cui, purtroppo, qui da noi molti fedeli sono stati disabituati per effetto delle prassi troppo disinvolte che hanno introdotto la comunione sulla mano, centrate sull'uomo piuttosto che sul Signore.

La Chiesa prende precauzioni per l'epatite. Vescovo chiede di accettare la comunione sulla mano.
Da qualche settimana in tutta la Polonia Maior si nota una grande incidenza di casi di epatite. La situazione è grave nei distretti di Kalisz e Ostrów, si riscontrano decine di casi. Perciò il vescovo di Kalisz chiede che i fedeli nelle chiese accettino la communione sulla mano. Così vuole evitare la diffusione di epidemia di epatite.
Reliquie di San Stanislao, Protettore della Polonia
Alcuni distretti della Polonia Maior [storica Regione centro-occidentale del Paese -ndr] da qualche settimana affrontano l'epidemia di epatite. La settimana scorsa sono state ricoverate in ospedale a Ostrów altre due persone; il che significa che in questa regione ci sono già 25 casi di epatite. La cosa è presa particolarmente sul serio dal vescovo di Kalisz, Edward Janiak. Volendo evitare la diffusione della malattia, i sacerdoti hanno chiesto a tutte parrocchie di Ostrów di dare la comunione sulla mano. Secondo alcuni, accettare la comunione sulla lingua può contribuire alla diffusione del virus. Per questa ragione dal vescovo è stata innescata l'azione profilattica.
- Credo che i parrocchiani stessi abbiano sufficiente consapevolezza per decidere che cosa è meglio. La questione è se accettare la comunione sulla mano sia più sicura. Si può avere un dubbio. Su questa questione ci sono diverse opinioni - ritiene Krzysztof Nojman, parroco della concattedrale di San Stanislao Vescovo a Ostrów . 
Nonostante gli avvertimenti dei sacerdoti, attualmente pochi fedeli decidono di accettare la comunione sulla mano. Fonte: www.fakt.pl

martedì 23 maggio 2017

I muri dell’infamia vi appartengono - Marcello Veneziani

I pappagalli mediatici e politici ripetono ogni giorno che bisogna abbattere i Muri, per aprire le porte agli immigrati, ai gay, ai trans, ai tossici, ai delinquenti da redimere e reinserire.

A volte marciano contro i muri, come è successo sabato a Milano, più spesso ci marciano, ma il muro è diventata la parola chiave per murare la destra, per discriminare i movimenti e le persone che si ispirano alla tradizione, alla sovranità nazionale, ai principi conservatori, o semplicemente alla civiltà, alla cultura e alla natura dei popoli e delle persone.

Mai razzismo più becero è sorto nel nome dell’antirazzismo. La controprova empirica è stata il previsto e confermato silenzio assoluto sulla marcia per la vita di Roma, in favore delle nascite e della famiglia, e invece l’enfasi assoluta per la marcia contro i muri di Milano, la grillata francescana di Assisi e perfino la nascita di un Partito Animalista Berlusconiano che abbatte un altro muro, quello che differenzia gli uomini dagli animali.
Volete affibbiare l’infamia del muro a culture e realtà di destra, che naturalmente per voi coincide con estrema destra. Ma il Muro più infame che la storia contemporanea conosca è il Muro di Berlino innalzato dai regimi comunisti per impedire la possibilità di fuga ad ovest dei loro sudditi oppressi.

“Pregare in riparazione dei peccati altrui è un atto di presunzione” Poveri noi!

Le voci autenticamente cattoliche continuano a farsi sentire. Registriamo anche l'articolo che segue dal Blog di Annalisa Colzi. Precedenti : qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui
Troverete qui il Video-trailer della Processione, che spiega di fatto l'importanza teologica della riparazione..

Riparazione dei peccati: cosa mi tocca sentire!

Sì, sì, avete letto bene. Il pregare in riparazione dei peccati degli altri sarebbe un atto di presunzione. Ѐ quanto ha affermato in un’intervista Don Giordano Goccini, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Reggio Emilia.

I fatti: il tutto parte dal REmilia Pride, il gay pride organizzato per il 3 giugno a Reggio Emilia che porta a raccolta i militanti dei comitati Lgbt e tutto il mondo gay delle città della media padana. In opposizione al REmilia pride, in città nasce il “Comitato Beata Giovanna Scopelli” con lo scopo di
organizzare una grande processione a riparazione dello scandalo pubblico”. Si legge infatti: “Il peccato impuro contro natura, come insegna il Catechismo, grida vendetta al cospetto di Dio e, quando palesato pubblicamente, attira ancor più l’ira del Signore sopra al popolo”. Perciò l’obiettivo è “far risplendere, in un giorno di buio e di grave peccato, il lume della Fede Cattolica”.
La diocesi di Reggio Emilia ha subito preso le distanze da tale comitato, affermando di non voler concedere il sagrato del Duomo a nessuna manifestazione. Ma ciò che lascia interdetti sono le parole di Don Giordano Goccini che potete leggere nell’intervista resa alla Gazzetta di Reggio.

Marcia per la Vita. Card. Burke: Fin quando ne avrò la forza sarò in piazza.

Ancora sulla Marcia per la Vita, Roma 20 maggio. Stralciamo da Rossoporpora.

[...] Non è mancato neanche quest’anno alla Marcia il cardinale statunitense Raymond Burke, fatto segno a vive manifestazioni di simpatia dai partecipanti. Certo il cardinale era amareggiato per i continui insulti (anche i più recenti, pesantissimi) rivoltigli perfino da confratelli – oltre che dalla peggior risma dei turiferari, quelli che razzolano nel melmoso sottobosco vaticano – per la sua attività instancabile in difesa della dottrina sociale della Chiesa. Amarezza sì, ma anche compostezza e serenità, tali da permettergli di testimoniare ancora una volta pubblicamente in favore dei diritti della persona umana.
“Fino a quando avrò forza e respiro, sfilerò, perché ci chiama a farlo il dovere di proteggere la vita di chi non ha altre difese”, evidenzia Burke. Aggiungendo: “Ѐ vero che nel mondo tanti ormai sono i governi che praticano politiche anti-vita e anti-famiglia. Però non dobbiamo perdere la speranza, conosco tanti giovani che sono entusiasti di impegnarsi per la difesa della vita. Lo vediamo anche qui, a questa Marcia”.
Qual è la situazione nel Suo Paese, gli Stati Uniti?
“Negli Stati Uniti qualcosa, grazie a Dio, sta già cambiando positivamente nella mentalità comune a proposito dell’aborto. Speriamo che il presidente Trump voglia e possa riuscire a perseguire una vera trasformazione culturale degli Stati Uniti, poiché oggi ci dobbiamo confrontare con la piaga terribile di un milione di aborti l’anno”.
E la Chiesa?
“La Chiesa deve rendere pubblicamente una testimonianza molto forte per l’inviolabilità della vita. La deve dare con chiarezza, con verità, anche pensando all’impatto dei media. Non può tacere. Siamo minoranza? Allora la forza della nostra testimonianza deve raddoppiare!” [Il tema della testimonianza - dei laici - è stato ricordato con vigore anche dal card. Caffarra. qui]
Il ruolo dei laici?
“Ѐ fondamentale. I laici sono presenti in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Possono essere decisivi per cambiare la mentalità della società. Hanno un ruolo essenziale, soprattutto oggi: non si può prescindere dal loro impegno responsabile”.

La vita non è "un sentiero polveroso verso il nulla" - Mons. Luigi Negri

Un gesto di fiducia nella provvidenza

Il rinnovarsi dell’evento della Marcia per la Vita è un avvenimento di grande significato non solo per coloro che responsabilmente l’hanno indetta e per le migliaia di persone che parteciperanno [hanno gioiosamente partecipato nel silenzio dei media di regime ma anche della Chiesa -ndr], ma è significativo per l’intera società.
Nella nostra tradizione occidentale – e non soltanto cattolica – la Vita è sempre stata considerata un dono gratuito di Dio cui l’uomo era chiamato a rispondere con la totalità della propria vita, dell’intelligenza e dell’affezione. La Vita, pertanto, era indisponibile a qualsiasi istanza od istituzione di potere ma, in quanto espressione della grazia misericordiosa di Dio, fondamento e sollecitazione per un’autentica responsabilità. “L’uomo supera infinitamente l’uomo” perché le sue radici sono nel mistero stesso di Dio ed è questa Presenza, misteriosa e reale e che circonda l’uomo, a rendere la Vita intensamente e suggestivamente drammatica. La Vita umana, come espressione della libertà e dell’intelligenza dell’uomo, acquista il valore di un’opera d’arte: l’opera d’arte che il singolo uomo tende ad inserire nell’unica e grande opera d’arte che è la vita di Dio. La gloria di Dio è l’uomo che vive nel mondo.