sabato 3 dicembre 2016

Negri: cattolici proni al pensiero unico dominante

Gli accenni a generiche esortazioni papali non mettono in luce il fatto che il problema risiede anche nei vertici. E la sfiducia nei confronti della destra alimenta la resa piuttosto che il tentativo, ineludibile, di cambiamento vero e non proclamato della situazione in cui siamo.

«Dal punto di vista educativo credo sia il momento più grave nella storia della Chiesa italiana da cento anni a questa parte. E mi colpisce negativamente l’insensibilità del mondo cattolico che accetta di essere ridotto nello spazio dell’assistenzialismo riservatogli dal pensiero unico dominante». 
Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha appena compiuto i 75 anni e, come da codice di diritto canonico, ha inviato la sua lettera di dimissioni. Ma non per questo rinuncia a comunicare la sua preoccupazione educativa che lo ha contraddistinto in tutti gli anni di sacerdozio e di ministero episcopale. E sono la cronaca e la realtà politica a stimolare questa riflessione. Nei giorni scorsi infatti è stata rilanciata la notizia della penetrazione delle sette sataniche nel mondo giovanile: ben 240mila adolescenti sono entrati in contatto con il mondo del satanismo, un dato allarmante, neanche nuovo, e che pure non sembra minimamente scuotere il mondo cattolico. «È un dato che mi è ben noto – dice monsignor Negri – perché già alcuni anni fa come Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna abbiamo pubblicato un libro su nuova religiosità e sette, che metteva in risalto la dimensione preoccupante del fenomeno».

venerdì 2 dicembre 2016

Roma. Sante Messe Antiquior a Sant'Anna al Laterano

Domani, 3 dicembre, è il Primo sabato del mese.

Vi ricordo che già da alcuni mesi è ripresa la Santa Messa Antiquior del
primo Sabato del Mese - ore 17:00
dedicata alla Vergine, che viene ad aggiungersi a quella di
ogni Domenica - ore 17:00
Sant'Anna al Laterano
Via Merulana, 177 - Roma

Verità, non compassione. Ѐ questo che i cardinali chiedono al Papa

Stanislaw Grygiel* su Il Foglio di oggi.

Non c’è nessuna continuità tra le idee di Giovanni Paolo II e la confusione attuale. In tanti pastori, oggi regna la diplomazia politicante anziché la pastorale evangelica. Chi vive secondo la logica della verità, del Padre e delle differenze, è criticato, ridicolizzato, minacciato. Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner, scrivendo a Francesco, hanno fatto ciò che era necessario La fede è minacciata dalle suggestioni moderne. Serve la parola di Pietro
Ciò che sta accadendo negli ultimi tempi sia nella Chiesa sia nella società mi fa sempre di più pensare a Gedeone. Come lui e il popolo d’Israele furono assaliti dai Madianiti e ridotti “in grande miseria” (Gdc 6,6), anche noi siamo a nostra volta astutamente assaliti dai Madianiti postmoderni, la cui inesorabile praxis ci getta nel caos d’una “selva oscura”, nella quale non è solo difficile ma anche pericoloso cercare “la diritta via” che è stata “smarrita” (Dante). Spesso mi rivolgo ai miei amici con le parole di Gedeone: “Signor mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato?” (Gdc 6,13). Per salvarci dall’angoscia, assieme a loro lancio questa domanda al cielo e aspetto la risposta. Spero che possa giungerci. Quando? Nel tempo prescelto, che è il migliore per noi tutti. Aspettare il tempo prescelto da Dio esige però una grande fede e una grande speranza che ci danno la certezza d’una grazia sovrabbondante nei tempi difficili e pericolosi in cui è la paura a servire agli uomini da punto di riferimento. Ho seguito con grande preoccupazione ciò che si è svolto in rapporto alla Lettera indirizzata a Papa Francesco dai quattro cardinali, Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner. 

La Congregazione per la Dottrina della Fede risponderà ai 'Dubia' solo se il Papa ne darà il permesso

I 'Dubia' dei 4 Cardinali erano indirizzati anche alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Apprendiamo da Marco Tosatti che Il cardinal Müller glissa su una risposta diretta ma cita e l'insegnamento costante, da non disattendere. Dunque, siamo punto a a capo. La situazione, per ora, è di stallo totale: “Una confusione che non sembra destinata a diminuire, dal momento che conferenze episcopali e singoli vescovi prendono decisioni diametralmente opposte su un tema così importante e delicato”.

Il Prefetto della Congregazione per la fede, il cardinale Gerhard Müller, in un’intervista a Kathpress ha dichiarato che la sua congregazione parla a nome del Pontefice, e emette i suoi giudizi “con l’autorità del Papa”. Quindi, potrebbe rispondere ai quattro cardinali se il Pontefice la autorizzasse. Ma sarebbe inappropriato intervenire in una controversia senza l’approvazione del Pontefice.

I quattro cardinali – Burke, Brandmüller, Caffarra e Meisner – hanno chiesto chiarimenti in cinque punti sull’esortazione apostolica Amoris Laetitia in una lettera indirizzata al Pontefice nel settembre scorso, e di cui secondo la prassi copia è stata inviata anche alla Congregazione per la fede.

La voce del Cardinale George Pell si unisce a quella dei 'Dubia' dei 4 Cardinali

Il Cardinale Pell osserva che vi sono fedeli cattolici sconcertati da ciò che accade nella Chiesa

Il Cardinale George Pell ha detto che "un certo numero fedeli cattolici sono sconcertati dalla piega degli eventi" nella Chiesa. In un discorso nella chiesa di San Patrizio, a Londra, il Cardinale Pell ha indicato come motivo di preoccupazione le false concezioni di coscienza e di legge morale.

Il cardinale ha tenuto una conferenza su San Damiano di Molokai, per la serie di di colloqui dedicati a San Patrizio in occasione dell'Anno della Misericordia. Ma ha anche riflettuto sulla situazione attuale del cattolicesimo. Ha affermato che, mentre il Papa Francesco gode di "prestigio e popolarità al di fuori della Chiesa" forse più di qualsiasi suo predecessore, alcuni cattolici attualmente vivono un disagio.

Venerdì 2 dicembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui]. Ѐ anche il 1° venerdì del mese.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Ѐ importante mantenerci fedeli nel nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e condotti a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera di riparazione. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa.

Per la nostra formazione, leggiamo la terza e ultima parte de L'Orazione Conferenza IX, tratta dalle Collationes di San Giovanni Cassiano. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 1 dicembre 2016

Enrico Maria Radaelli, Con Francesco la Chiesa è diventata modernista

Riprendiamo un'intervista rilasciata a La Fede quotidiana da Enrico Maria Radaelli [qui], autore dei saggi La Chiesa ribaltata e Street Theology (acquistabili, oltre che nelle librerie, con dedica, per e-mail: info@enricomariaradaelli.it). Vi troviamo risposte approfondite, con un linguaggio forbito, a domande su alcuni temi scottanti relativi alla Chiesa Cattolica.

- Qual è il suo commento sulle ultime affermazioni del Papa su gay, trans ecc.?

La ringrazio di darmi l’opportunità, con questa intervista, di esporre alcuni pensieri – proposti anche in miei recenti lavori – il cui fine è contribuire a ridare unità alla Chiesa, in tutta purezza e pace, in intima comunione di spirito con le più sante intenzioni del Papa, « dolce Cristo in terra » (copywriter santa Caterina da Siena), secondo il monito di Pio XII, « Si trovano in pericoloso errore coloro che ritengono di poter aderire a Cristo, Capo della Chiesa, pur non aderendo devotamente al suo Vicario in terra » (Mystici Corporis, I). E tuttavia…

…Tuttavia questi son tempi calamitosi, e, scorrendo la storia della Chiesa, in cui a fulgidi Papi se ne intermisero non raramente di pessimi, possiamo ben esclamare: beati i tempi in cui Ludwig von Pastor poteva enumerare, tra gli indegni, uomini macchiati “solo” di peccati di simonia e ladrocinio, o che, ancora rigettando la speciale e continua assistenza assicurata dallo Spirito Santo al loro altissimo Soglio, si pervertirono in epicurei, in libidinosi, in impuri, in iracondi, persino in omicidi, sempre circoscrivendo però le proprie rivoltanti aberrazioni nell’area dei delitti contro la Caritas, e giammai adversus Veritas: persino il Borgia si studiava di non dar scandalo con insegnamenti che infirmassero in qualche modo la dottrina. Ora invece, da quando Papa san Giovanni XXIII ha messo da parte « le armi del rigore », come volle chiamare la giustizia nel suo Discorso di apertura del concilio Vaticano II, le perplessità delle greggi intorno ad alcune parole papali si fanno – a torto o a ragione – di giorno in giorno sempre più numerose e forti, anche perché molte di quelle parole non hanno l’aria di essere magistero ufficiale, non sono riportate negli Acta Apostolicæ Sedis. Però sono pur sempre proferite da un Papa. E allora, cosa pensare?

Sua Santità rifiuta di rispondere all'Appello dei 4 Cardinali

Echi d'oltre oceano: nella nostra traduzione un articolo del New York Times.

Sua Santità rifiuta di rispondere
di Ross Douthat, New York Times, 26 novembre 2016

“Non è normale” — dicono i critici di Donald Trump mentre quest’ultimo si accinge ad assumere la presidenza. Ma la repubblica statunitense è solamente al secondo posto tra le più antiche istituzioni che si trovano attualmente ad affrontare una situazione assai insolita. L’onore del primo posto in questa classifica spetta alla Chiesa cattolica romana, che con molta meno fanfara (forse per via del fatto che il papato non possiede un arsenale nucleare) è entrata anch’essa in un territorio ignoto.
Due settimane fa, quattro cardinali hanno pubblicato i cosiddetti dubia [qui] — una serie di domande rivolte a Papa Francesco — esortandolo a chiarire le sue affermazioni contenute nell’esortazione apostolica sulla famiglia “Amoris Laetitia”. Essi gli hanno chiesto in particolare di chiarire se la Chiesa continui o no a proibire l’accesso alla comunione dei cattolici risposati in seconde (e, agli occhi della Chiesa, adulterine) nozze e se la tradizionale opposizione della Chiesa all’etica della situazione sia caduta in obsolescenza.

Un'altra voce: quella del Cardinale Sarah preoccupato per la confusione sulla dottrina della Chiesa

Sarah: «Neanche un Papa può sciogliere una legge divina»
Se quello ripreso [qui] è un testo attuale, come sembra, è un'altra voce autorevole che si aggiunge a quella dei Dubia dei 4 Cardinali. Sull'impossibilità di separare la pastorale dalla dottrina il card. Sarah si era espresso in termini molto chiari in una precedente intervista (aprile 2015) da noi tradotta qui. Ne riproduciamo l'estratto, a seguire.

Come riporta il portale web in lingua tedesca kath.net, in un’intervista concessa al settimanale francese Homme Nouveau, il cardinale Robert Sarah esterna la propria preoccupazione per la grande confusione che regna nel mondo cattolico, persino tra i Vescovi, riguardo alla dottrina della Chiesa.
Il cardinale si sente chiamato in causa in qualità di Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, poiché l’attuale disorientamento coinvolge tre sacramenti: il Matrimonio, la Penitenza e l’Eucaristia. Secondo il cardinale, la confusione che viviamo attinge la sua linfa nella mancanza di formazione che riguarda purtroppo i suoi stessi confratelli nell’episcopato.
Sarah tiene a sottolineare che ogni Vescovo, se stesso in primis, è legato alla dottrina del matrimonio monogamico indissolubile, che Cristo ha riportato alla sua forma originaria e nel quale risiede il bene dell’uomo, della donna e dei figli.
Questa verità non può che avere delle conseguenze riguardo alla possibilità di accostarsi alla Santa Comunione: «La Chiesa intera ha sempre tenuto fermo sul fatto che non si può ricevere la Comunione quando si è consapevoli di aver commesso un peccato grave, principio che è stato confermato definitivamente dall’enciclica Ecclesia de Eucharistia di San Giovanni Paolo II». Ed il Cardinale Prefetto aggiunge: «Neanche un Papa può sciogliere da questa legge divina».

mercoledì 30 novembre 2016

Per il vescovo di Filadelfia «i problemi sollevati da Amoris laetitia devono essere affrontati in modo onesto e diretto»

Rispondendo a una domanda del Catholic World Report a proposito dei dubia sollevati da quattro cardinali in merito all’interpretazione del capitolo VIII dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, dopo aver affermato: «l'impegno del Santo Padre per l'integrità del matrimonio e della famiglia è molto evidente. L'ho visto da vicino l'anno scorso al Meeting mondiale delle famiglie. il vescovo di Philadelphia, monsignor Charles Chaput aggiunge: «Se l'Amoris laetitia contiene elementi che alcuni studiosi cattolici seri vedono come ambigui, i problemi che sollevano devono essere affrontati in modo onesto e diretto». 
In un contesto come quello del mondo occidentale, dove «la cultura non è favorevole al Vangelo», i cristiani si confrontano con «confusione e mancanza di chiarezza» sui temi del matrimonio, della famiglia e dell’identità sessuale. E bisogna ricordare che «l’ambiguità circa la comunione ai divorziati risposati civilmente influisce sulla nostra comprensione non di uno, ma di due sacramenti: il matrimonio e l’eucaristia».
«I nostri orientamenti diocesani per Amoris laetitia, emessi a luglio, sono emersi da una consultazione molto approfondita. E sono stati bene accolti. Altri vescovi hanno preso misure simili, e spero che altri facciano lo stesso. Ѐ responsabilità del vescovo locale governare e insegnare». [Estratto Catholic World Report]