giovedì 14 dicembre 2017

Perugia 16 dicembre - La barca di Pietro nella tempesta


ASSOCIAZIONE SAN MICHELE ARCANGELO - PERUGIA

CONFERENZA
La barca di Pietro nella tempesta:
spunti e riflessioni sulle origini della sovversione
Relatore: Dott. Cristiano Lugli
Sabato 16 dicembre 2017, ORE 18.30
Sala della Vaccara del Palazzo dei Priori
Perugia

Per informazioni: sanmichelearcangelo.perugia@gmail.com

Il biotestamento mostra la fine della civiltà

Qualcuno mi deve spiegare perché, per sponsorizzare il biotestamento, [appena passato] all’esame del Senato, si seguita ad affermare che «serve una legge sul fine vita», pena il mancato riconoscimento del «diritto a morire». «Serve una legge sul fine vita»? E chi lo dice? Nostradamus? Gli italiani senza lavoro? Quelli truffati dalle banche? Lo chiedo perché non vorrei si scambiasse l’agenda dei politici radicali per monito evangelico o, più banalmente, per priorità. E poi, che significa riconoscimento del «diritto a morire»? Esiste forse un dovere di vivere all’infinito?
Certo che no. Esiste, semmai, il rischio di non poter vivere abbastanza, come testimoniano i 45.000 morti all’anno per malasanità (fonte: Associazione Luca Coscioni). Per questo una legge sul biotestamento, che oltretutto trasforma alimentazione e idratazione in terapie rifiutabili, ha ben poco a che vedere col «fine vita», ma molto col fine civiltà. Una società con tassi di natalità cimiteriali, che già non riesce ad assistere degnamente tutti i propri malati e che pensa a come meglio garantire il «diritto a morire», non è infatti una società che vuole poter decidere, ma una che ha già deciso. Purtroppo. (Giuliano Guzzo)

Le cinque insidie per la Chiesa di oggi - Card. Carlo Caffarra

Stralcio dall'ultimo articolo di Settimo cielo, dal titolo: Il papa ha parlato. Ma i dubbi non sono spariti, e nemmeno il cardinale Caffarra. il brano è tratto dal libro di 208 pagine pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano, «Prediche corte, tagliatelle lunghe» nel quale è condensata la fede e la sapienza del cardinale Carlo Caffarra (1938 – 2017), che vi rivive attraverso una florilegio dei suoi interventi come arcivescovo di Bologna, a cura di Lorenzo Bertocchi e Giorgio Carbone.

Le cinque insidie per la Chiesa di oggi

L'alternativa ad una Chiesa senza dottrina non è una Chiesa pastorale, ma una Chiesa dell’arbitrio e schiava dello spirito del tempo: "praxis sine theoria coecus in via", dicevano i medioevali. Questa insidia è grave, e se non vinta causa gravi danni alla Chiesa. Per almeno due ragioni. La prima è che, essendo la "Sacra Doctrina" niente altro che la divina Rivelazione del progetto divino sull’uomo, se la missione della Chiesa non si radica in essa, che cosa la Chiesa dice all’uomo? La seconda ragione è che quando la Chiesa non si guarda da questa insidia, rischia di respirare il dogma centrale del relativismo: in ordine al culto che dobbiamo a Dio e alla cura che dobbiamo all’uomo, è indifferente ciò che penso di Dio e dell’uomo. La "quaestio de veritate" diventa una questione secondaria.

“Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano”

«Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa».

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano”. Con questo titolo è stata diffusa il 12 dicembre, festa della Madonna di Guadalupe, una “Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa” sottoscritta dai leaders dei principali movimenti pro-vita e pro-famiglia di tutto il mondo. Il documento è stato pubblicato sul sito fidelitypledge.com, con la firma di oltre trentacinque organizzazioni di tredici nazioni diverse. Di seguito il testo integrale.

Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia

Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana. Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili.

mercoledì 13 dicembre 2017

Bologna. Intero quartiere invaso dalla sfilata islamica per Maometto

Circola sulla rete un video in cui si vedono sfilare centinaia di maschi islamici sciiti per l’anniversario della nascita di Maometto, mentre quella di Nostro Signore Gesù Cristo appare sempre più eclissata nei simboli, nelle tradizioni, nella coscienza civile con seri rischi per la vita spirituale.
Questa è Bologna in via San Donato: l’Islam cresce e avanza”, scrivono i ragazzi di Generazione Identitaria che lo hanno diffuso [qui]. In poco tempo, da una presenza musulmana insignificante, siamo arrivati a manifestazioni e sfilate che danno il senso dell’occupazione nelle nostre città. Tra qualche altro anno, se non interverranno provvedimenti seri saremo ai livelli di altre città europee.
Ciò vale nel caso proseguano i flussi attuali. Quelli del Pd. E vedremmo il nostro Paese, in pochi anni, quasi raggiungere nazioni come Francia, Regno Unito e Germania, che oggi l’Italia segue molto ‘indietro’ con poco più del 3%.
In pratica gli islamici quadruplicheranno, mentre nell’Europa in generale triplicheranno. Immaginatevi un partito islamico (già peraltro in fieri senza che nessun politico se ne preoccupi) che possa contare su un bacino elettorale di circa il 15 per cento. In pratica, nessun governo potrebbe nascere senza il consenso politico degli islamici. Del resto è lo scenario, previsto per i prossimi anni in Italia, dall’analisi demografica del noto istituto di ricerca americano Pew Research Center.
Nel frattempo, pare che pericolosissimi fascisti facciano cagare sotto gli italiani (quelli pilotati dai media di regime) che da qualche tempo non riescono a prendere sonno a fronte del pericolo fascista, nazista, sessista, nazionalista, populista, maschilista, razzista, omofobo, sovranista e via dicendo; ma non si preoccupano di fenomeni come questo e ciò che rappresentano veramente in seno alle nostre società già irriconoscibili.
Anche per questo il PD, insieme a tutte le sue altre facce, compresi i 5Stelle, deve assolutamente restare fuori dal governo.

Ancora sul fenomeno di Medjugorje. La relazione di don Giorgio Ghio sul libro di D.A. Foley alla FTL

Il 13 novembre 2017 a Lugano presso la Facoltà Teologica è stato presentato il libro di Donal Anthony Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? (Cantagalli, Siena 2017). Il pubblico ha qui potuto ascoltare, oltre alle relazioni del Professor Dott. Manfred Hauke (qui) e del Dottor Andrea Sandri (qui), cui si deve la traduzione italiana del volume, un interessante e puntuale intervenuto del Dottor don Giorgio Ghio che pubblichiamo qui di seguito.

Ancora sul fenomeno di Medjugorje.
La relazione di don Giorgio Ghio sul libro di D.A. Foley alla FTL


Vorrei soffermarmi brevemente sull’aspetto ecclesiale del “fenomeno Medjugorje”.

a) Criteri di discernimento

La Chiesa Cattolica dispone di validi strumenti per la valutazione di fatti di presunta origine soprannaturale. Ci sono anzitutto i rigorosi criteri indicati dal cardinale Lorenzo Lambertini (il futuro papa Benedetto XIV) nel suo monumentale De servorum Dei beatificatione et de beatorum canonizatione, composto tra il 1734 e il 1738, in un’epoca in cui la Chiesa aveva un forte interesse, per evitare gli attacchi degli illuministi, a riconoscere correttamente i fenomeni che superano l’ambito della natura creata. In tempi più recenti, nel 1978 sono state diramate a tutti i vescovi del mondo le Normae della Congregazione per la Dottrina della Fede già ricordate dal professor Hauke, poi pubblicate nel 2012. Infine abbiamo a disposizione l’insegnamento secolare della teologia ascetica e mistica, che ha prodotto una sterminata bibliografia. Strumenti atti all’accertamento della vera natura di un fenomeno, quindi, non mancano di certo. Il libro del dottor Foley vi fa più volte riferimento (solo per dare qualche esempio, cf. pp. 292ss, 298ss).

martedì 12 dicembre 2017

Apocalipse "Bergoglio".

Ottimo articolo di Francesco Lamendola [qui]. Certamente è una requisitoria, tanto più efficace in quanto non trincerata dietro l'anonimato.

A noi non la possono raccontare

La potranno raccontare a qualcun altro, forse; a noi no. A noi che abbiamo visto, a noi che abbiamo vissuto, sia pure da bambini, gli anni prima del Concilio, nessuno può farci scambiare lucciole per lanterne: nessuno può venirci a dire che questa chiesa di oggi, la chiesa di papa Francesco, è la stessa Chiesa cattolica di allora e di sempre. No, questa è una cosa che si può contrabbandare ai giovani e agli ingenui; non a chi, per ragioni di età e per abitudine alla riflessione e al vaglio critico delle cose, non è disponibile a lasciarsi infinocchiare secondo le tendenze del momento. Quella di oggi non è la stessa chiesa di allora; e non lo è perché ne differisce radicalmente quanto all’essenza, non perché certe sue forme esteriori sono profondamente mutate. Del resto, nel caso della Chiesa cattolica, bisogna essere molto cauti nel distinguere tra la forma e il contenuto: la Chiesa cattolica non è una confezione di surgelati che si acquista al supermercato, dove la scatola non è che un involucro di nessuna importanza, che si getta via quando si vuol consumare il prodotto: per la Chiesa cattolica, la forma è anche sostanza e la sostanza, anche forma. Così è sempre stato e così deve essere; quel che si può rivedere e ritoccare è solo la superficie, ma, anche per far ciò, devono esservi delle buone, delle ottime ragioni.

don Elia. Festina tempus

Propongo alla riflessione l'ottimo articolo che segue, pur non condividendone le ultime righe. Non me ne vorrà dunque don Elia se lo pubblico monco della conclusione [deposizione del papa eretico] che, oltre a contrastare con la 'desistenza' altre volte prevalente, esprime una visione non univoca tra i Dottori della Chiesa, che ne hanno discusso come pura possibilità teorica ipotetica. E in ogni caso spetta alla gerarchia. Ma ha anche il difetto di essere proclamata da uno scranno anonimo; il che la rende facile da 'sparare' ma ostica da gestire e non tiene conto delle conseguenze. Da un lato c'è già molta gente fuori dai gangheri per buoni e seri motivi; per cui una conclusione del genere equivale a gettare benzina sul fuoco. Dall'altro lato, alla grande massa - indifferente o poco informata oppure ideologizzata quando non affetta da tifoseria papista - non è chiaro né l'errore veicolato dalla nuova prassi rivoluzionaria né le sue conseguenze. Inoltre si stanno facendo i conti con l'ambiguità gesuitica che è la cifra di questo pontificato e col gioco di ambiguità del magistero liquido che è ormai l'unico veicolo di espressione nella neo-chiesa. Se è comprensibile lo sfogo, non si può prescindere dalla grave responsabilità che incombe su tutti noi che cerchiamo di custodire la nostra fede e riaffermarla. La parresìa non esclude la prudenza. Ero indecisa su questa comunicazione pubblica; ma alla fine la considero tanto più efficace proprio perché pubblica, mentre resta rispettosa del resto. (Maria Guarini)

Excita furorem, et effunde iram. Tolle adversarium, et afflige inimicum. Festina tempus, et memento finis, ut enarrent mirabilia tua (Sir 36, 8-10).

Ecco un’altra preghiera da ripetere spesso; il buon Dio capisce il latino. «Eccita il (tuo) furore ed effondi la (tua) ira. Togli di mezzo l’avversario e punisci il nemico. Affretta il tempo e ricordati della fine, perché (i fedeli) narrino le tue meraviglie». Non è cristiano pregare così? E chi l’ha stabilito? Quelli che hanno purgato perfino la Sacra Scrittura, togliendo queste parole dall’Ufficio divino? Quelli che si sono inventati un nuovo culto conforme alle loro idee eterodosse e velleità puerili, rigettando al contempo quello trasmessoci in continuità fin dall’epoca apostolica? Lutero e gli altri sedicenti “riformatori”, in fin dei conti, han fatto esattamente la stessa cosa: hanno espunto dalla Bibbia i testi scomodi alle loro opinioni eretiche e fabbricato ex novo riti e preghiere corrispondenti. E mano male che l’uomo – a dir loro – non ha alcun ruolo nella propria salvazione né deve averlo: sarebbe un errore tipicamente papista, una volgare bestemmia che oscurerebbe il primato di Dio…

lunedì 11 dicembre 2017

13 dicembre a Ferrara - Giustizia e diritto in San Tommaso

Società Internazionale Tommaso d’Aquino - Sezione di Ferrara
Circolo “ Mons. Giuseppe Cenacchi”

Nell’ambito delle Sessioni di Studio della Società Internazionale S. Tommaso D’Aquino (SITA)

mercoledì 13 dicembre alle ore 17:00
Sala del Sinodo in Arcivescovado, Ferrara

(ingresso da Corso M. d. Libertà)

Il Prof. Antonio Antonioni, Vice-Presidente della Sezione SITA di Ferrara Tratterà il tema “Giustizia e Diritto in S. Tommaso”.

Presenta il  Direttore della Sezione SITA di Ferrara Canonico Dott. José-Apeles Santolaria de Puey y Cruells (già Cancelliere dell’Arcidiocesi ed ora Direttore dell’Archivio Storico Arcidiocesano).
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Attenti al fascismo (immaginario)

Il nostro impegno di credenti non ci fa dimenticare che siamo anche cittadini e, come tali, interessati all'agone politico dove s'intrecciando forze e tendenze che veicolano anche nel nostro vivere sociale elementi di degrado, inganni e manipolazioni. Oggi mi ha colpito la lettura di due articoli (il titolo del primo, di Giuliano Guzzo, ben si attaglia anche al secondo, del pensatore sloveno Slavoj Zizek notoriamente fuori dagli schemi ma assolutamente non di destra), da condividere perché esprimono visuali realiste e condivisibili, che si completano a vicenda. Denominatore comune: "Contestare da destra la paranoia antifascista non è mai semplice: si viene accusati di essere di parte nonché ottenebrati dall'ideologia". 

Attenti al fascismo (immaginario)
Giuliano GuzzoFonte

Scusatemi davvero, amici, ma dovete aggiornarmi perché mi son perso qualcosa. Per forza. Non saprei spiegarmi, se no, perché da giorni, in Italia, i grandimedia – Repubblica in testa – lanciano continui allarmi contro l’«Onda Nera», quest’entità sbucata dal nulla e materializzatasi, se ho capito bene, in energumeni destroidi talmente minacciosi da costituire un pericolo pubblico. Curioso, davvero curioso. I manifestanti di Forza Nuova contro il gruppo editoriale L’Espresso, se ho capito bene, non hanno spedito nessuno all’ospedale, come invece son usi fare cortei cosiddetti antagonisti coi poliziotti: eppure i secondi sono «compagni che sbagliano», i primi una minaccia per la democrazia.